Principio attivo:Nonacog alfa (fattore ix di coagulazione, ricombinante)
Gruppo terapeutico:Vitamina k ed altri emostatici
Tipo di farmaco:Farmaco etico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rr - ripetibile 10v in 6mesi
GlucosioNon presente
GlutineNon presente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • emorragie
  • emofilia
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    Posologia

    Il trattamento deve avvenire sotto il controllo di un medico specializzato nel trattamento dell’emofilia.

    Posologia

    La dose e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità della deficienza di fattore IX, dalla localizzazione e dalla estensione dell’emorragia e dalle condizioni cliniche del paziente. La dose di BeneFIX può differire da quella dei prodotti a base di fattore IX plasmatico.

    Per assicurarsi che sia stato raggiunto il livello di attività di fattore IX desiderato, è consigliabile un preciso monitoraggio mediante il dosaggio dell’attività di fattore IX e la dose deve essere calcolata tenendo in considerazione l’attività di fattore IX, i parametri farmacocinetici quali l’emivita ed il recupero nonché la situazione clinica al fine di aggiustare la dose secondo necessità. La dose da somministrare, così come la frequenza di somministrazione, dovranno essere sempre orientate all’efficacia clinica per ogni caso specifico. Solo in rari casi è necessario somministrare i prodotti a base di fattore IX più di una volta al giorno.

    Il numero di unità di fattore IX somministrate viene espresso in Unità Internazionali (UI), relative all’attuale standard OMS per i prodotti a base di fattore IX. L’attività plasmatica di fattore IX viene espressa in percentuale (relativa al plasma umano normale) o in Unità Internazionali (relative a uno standard internazionale per il fattore IX nel plasma).

    Trattamento al bisogno

    Una Unità Internazionale (UI) di fattore IX è equivalente alla quantità di fattore IX contenuta in un ml di plasma umano normale. La stima della dose richiesta di BeneFIX può essere basata sulla considerazione che per una unità di attività di fattore IX per kg di peso corporeo ci si attende un incremento del livello di fattore IX circolante, in media, di 0,8 UI/dl (range da 0,4 a 1,4 UI/dl) in pazienti di età ≥ 12 anni (per ulteriori informazioni vedere paragrafo 5.2). La dose necessaria viene determinata per mezzo della seguente formula:

    Numero di UI di fattore IX richiesto = Peso corporeo (in kg) X aumento di fattore IX desiderato (%) o (UI/dl) X reciproco del recupero osservato

    Esempio: per un incremento di 0,8 UI/dl, la formula da utilizzare è:

    Numero di UI di fattore IX richiesto = Peso corporeo (in kg) X aumento di fattore IX desiderato (%) o (UI/dl) X 1,3 UI/kg

    In presenza dei seguenti eventi emorragici, l’attività di fattore IX non deve scendere al di sotto dei livelli di attività plasmatica determinati (in % del normale o in UI/dl) nel periodo corrispondente. La seguente tabella può essere utilizzata come riferimento per le dosi negli episodi emorragici ed in chirurgia:

    Grado di emorragia / tipo di procedura chirurgica Livello di fattore IX necessario (%) o (UI/dl) Frequenza delle dosi (h) / durata della terapia (giorni)
    Emorragia
    Emartro precoce, sanguinamento intramuscolare o sanguinamento orale 20–40 Ripetere ogni 24 h. Almeno 1 giorno, fino a cessazione dell’episodio emorragico come indicato dal dolore, o fino a guarigione.
    Emartro più esteso, sanguinamento intramuscolare o ematoma. 30–60 Ripetere l’infusione ogni 24 h per almeno 3–4 giorni fino a cessazione del dolore e della invalidità acuta.
    Emorragie a rischio per la vita 60–100 Ripetere l’infusione ogni 8–24 h fino alla scomparsa del rischio.
    Interventi chirurgici
    Minori: Incluse le avulsioni dentarie 30–60 Ogni 24 h, per almeno 1 giorno, fino a guarigione.
    Maggiori 80–100 (pre– e postoperatoriamente) Ripetere l’infusione ogni 8–24 h fino a raggiungimento di adeguata cicatrizzazione, successivamente continuare la terapia per almeno altri 7 giorni per mantenere un’attività di fattore IX fra il 30% e il 60% (UI/dl).

    Durante il ciclo di trattamento è consigliabile eseguire una adeguata determinazione dei livelli di fattore IX per calcolare la dose da somministrare e la frequenza delle infusioni ripetute. In caso di interventi chirurgici maggiori in particolare, è indispensabile eseguire un attento monitoraggio della terapia sostitutiva per mezzo di analisi della coagulazione (attività plasmatica di fattore IX). La risposta individuale al fattore IX può variare, raggiungendo livelli differenti di recupero in vivo e di emivita.

    Profilassi

    BeneFIX può essere somministrato per la profilassi a lungo termine contro episodi emorragici in pazienti con emofilia B grave. In uno studio clinico per la profilassi secondaria di routine, la dose media per i pazienti precedentemente trattati (PTPs) è stata di 40 UI/kg (range 13–78 UI/kg) somministrata a intervalli di 3–4 giorni.

    Popolazione pediatrica

    La documentazione relativa al trattamento al bisogno e agli interventi chirurgici nei pazienti trattati con BeneFIX in età pediatrica inferiore ai 6 anni è limitata.

    Il dosaggio medio (± deviazione standard) per la profilassi è stato di 63,7 (± 19,1) UI/Kg a intervalli di 3–7 giorni. Per i pazienti più giovani potrebbero essere necessari intervalli di somministrazione più brevi o dosi maggiori. Il consumo di un prodotto a base di fattore IX per la profilassi di routine in 22 pazienti valutabili è stato di 4607 (± 1849) UI/Kg per anno e di 378 (± 152) UI/Kg per mese. Deve essere effettuato un attento monitoraggio dell’attività del fattore IX plasmatico, come indicato clinicamente, così come devono essere effettuati calcoli dei parametri farmacocinetici quali il recupero e l’emivita, al fine di aggiustare le dosi in modo adeguato. In caso di necessità frequente di dosi > 100 UI/kg durante la profilassi di routine o il trattamento, deve essere preso in considerazione l’impiego di un altro prodotto a base di fattore IX.

    Monitoraggio degli inibitori

    I pazienti devono essere monitorati per lo sviluppo di inibitori del fattore IX. Se non si raggiungono gli attesi livelli di attività di fattore IX plasmatico o se l’emorragia non è controllata con una dose adeguata, devono essere eseguiti esami biologici per determinare se sia presente un inibitore del fattore IX.

    Nei pazienti con livelli elevati di inibitori verso il fattore IX la terapia può non risultare efficace, ed è necessario prendere in considerazione altre opzioni terapeutiche. Il trattamento di tali pazienti deve essere eseguito sotto la guida di medici specialisti nella cura di pazienti emofilici. Vedere anche la sezione 4.4.

    Metodo di somministrazione

    BeneFIX viene somministrato per infusione endovenosa dopo ricostituzione della polvere liofilizzata per soluzioni iniettabili con la soluzione sterile di cloruro di sodio 0,234% (vedere paragrafo 6.6). BeneFIX deve essere somministrato ad una bassa velocità di infusione. Nella maggioranza dei casi è stata utilizzata una velocità di infusione fino a 4 ml al minuto. La velocità di somministrazione deve essere determinata dal livello di comfort per il paziente.

    La somministrazione per infusione continua non è stata approvata e non è raccomandata (vedere anche paragrafi 4.4, 4.8 e 6.6).

    Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

    Controindicazioni
  • ipersensibilità al principio attivo
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    Interazioni
  • stati effettuati studi di interazione
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    Avvertenze

    Reazioni anafilattiche e di ipersensibilità

    Sono possibili reazioni di ipersensibilità di tipo allergico. Il prodotto contiene tracce di proteine di criceto. Reazioni anafilattiche/anafilattoidi potenzialmente a rischio per la vita sono state riscontrate a seguito di somministrazione di prodotti a base di fattore IX, incluso BeneFIX. I pazienti devono essere informati dei segni premonitori delle reazioni di ipersensibilità che comprendono difficoltà respiratoria, respiro affannoso, gonfiore, orticaria, prurito, oppressione al petto, broncospasmo, laringospasmo, affanno, ipotensione, visione offuscata ed anafilassi.

    Se insorgono reazioni allergiche o di tipo anafilattico, interrompere immediatamente la somministrazione di BeneFIX ed instaurare un idoneo trattamento. In alcuni casi queste reazioni sono sfociate in grave anafilassi. In caso di shock, devono essere osservati gli attuali standard medici per il trattamento dello shock. In caso di reazioni allergiche gravi, devono essere prese in considerazione misure emostatiche alternative.

    Anticorpi neutralizzanti

    Anticorpi neutralizzanti l’attività (inibitori) costituiscono un evento non comune in pazienti precedentemente trattati (PTPs) con prodotti contenenti fattore IX. Poiché un PTP in trattamento con BeneFIX ha sviluppato un inibitore a basso titolo clinicamente rilevante nel corso degli studi clinici e poiché l’esperienza sull’antigenicità con fattore IX ricombinante è tuttora limitata, i pazienti in trattamento con BeneFIX devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo di inibitori del fattore IX che devono essere titolati in Unità Bethesda mediante appropriati esami biologici.

    Sono state segnalate in letteratura correlazioni fra l’insorgenza di inibitore del fattore IX e reazioni allergiche. Pertanto, i pazienti che sviluppano reazioni allergiche devono essere esaminati per la presenza di un inibitore. Deve essere sottolineato che pazienti con inibitori del fattore IX possono essere ad aumentato rischio di anafilassi in caso di nuovo trattamento con il Fattore IX. Le informazioni preliminari suggeriscono che potrebbe esistere una relazione tra la presenza di importanti mutazioni per delezione nel gene del fattore IX del paziente e un aumento del rischio di formazione di inibitori e di reazioni da ipersensibilità acute. I pazienti noti per avere importanti mutazioni per delezione del gene del fattore IX devono essere tenuti sotto attenta osservazione, per rilevare possibili segni e sintomi di reazioni da ipersensibilità acute, in particolare durante le prime fasi di esposizione iniziale al prodotto.

    A causa del rischio di reazione allergica con concentrati di fattore IX, le prime somministrazioni di fattore IX devono, a giudizio del medico curante, essere effettuate sotto sorveglianza medica in luoghi dove possa essere fornito un appropriato trattamento medico per le reazioni allergiche.

    Trombosi

    Benché BeneFIX contenga solo fattore IX, c’è il rischio di trombosi e di coagulazione intravasale disseminata (CID). Poiché, storicamente, la somministrazione di concentrati del complesso di fattore IX è stata associata allo sviluppo di complicanze tromboemboliche, l’impiego di prodotti contenenti fattore IX può essere potenzialmente pericoloso in pazienti con segni di fibrinolisi ed in pazienti con coagulazione intravasale disseminata (CID). A causa del rischio potenziale di complicanze trombotiche, deve essere intrapresa una sorveglianza clinica dei segni premonitori di coagulopatia trombotica e da consumo con idonei esami biologici quando si somministri questo prodotto a pazienti con malattie epatiche, a pazienti in periodo post–operatorio, a neonati o a pazienti a rischio di fenomeni trombotici o di CID. In ciascuna di queste situazioni, deve essere valutato il beneficio del trattamento con BeneFIX contro il rischio di queste complicanze.

    La sicurezza e l’efficacia della somministrazione di BeneFIX per infusione continua non è stata stabilita (vedere anche paragrafi 4.2 e 4.8). Sono stati segnalati casi post–marketing di eventi trombotici, tra i quali la sindrome della vena cava superiore (VCS) rischiosa per la vita in neonati gravemente malati, mentre ricevevano BeneFIX per infusione continua attraverso un catetere venoso centrale (vedere anche paragrafo 4.8).

    Sindrome nefrotica

    E’ stata riportata una sindrome nefrotica a seguito di tentata induzione di immunotolleranza in pazienti affetti da emofilia B con inibitori del fattore IX ed anamnesi di reazioni allergiche. La sicurezza e l’efficacia dell’impiego di BeneFIX per l’induzione dell’immunotolleranza non sono state stabilite.

    Agglutinazione dei globuli rossi nel tubicino/nella siringa

    Sono stati segnalati casi di agglutinazione dei globuli rossi nel tubicino/nella siringa durante la somministrazione di BeneFIX. Ad oggi non sono state riportate conseguenze riconducibili a queste segnalazioni. Per ridurre la possibilità di agglutinazione, è importante limitare la quantità di sangue che entra nel tubicino. Il sangue non deve entrare nella siringa. Nel caso in cui si verifichi agglutinazione di globuli rossi nel tubicino/nella siringa, è necessario eliminare tutto questo materiale (tubicini, siringa e soluzione di BeneFIX) e continuare la somministrazione con una nuova confezione.

    Popolazioni particolari

    Non sono stati ottenuti dati sufficienti dagli studi clinici in corso sul trattamento con BeneFIX di pazienti mai trattati in precedenza (PUPs). Ulteriori studi sulla sicurezza e l’efficacia sono in fase di svolgimento su pazienti in età pediatrica precedentemente trattati, trattati al minimo e non trattati in precedenza. Gli studi clinici condotti su BeneFIX non hanno incluso un numero sufficiente di soggetti di età pari o superiore ai 65 anni per poter determinare se questi rispondano in modo diverso rispetto ai soggetti più giovani. Come per qualsiasi paziente cui venga somministrato BeneFIX, la scelta del dosaggio per un paziente anziano deve essere personalizzata.

    Registrazione dell’utilizzo

    Nell’interesse dei pazienti, si raccomanda, ove possibile, di prendere nota del nome e del numero di lotto del prodotto per ogni somministrazione di BeneFIX.

    Gravidanza

    Non sono stati eseguiti studi con il fattore IX sulla riproduzione negli animali. Considerando la rara eventualità della emofilia B nelle donne, non sono disponibili esperienze riguardanti l’impiego di fattore IX durante la gravidanza e l’allattamento al seno. Pertanto il fattore IX deve essere somministrato a donne in gravidanza o in allattamento al seno solo quando chiaramente indicato. L’effetto di BeneFIX sulla fertilità non è stato stabilito.

    Effetti Collaterali

    Riassunto del profilo di sicurezza

    Le reazioni avverse più frequenti includono: cefalea, capogiro, nausea, reazioni al sito di iniezione, dolore al sito di iniezione e reazioni di ipersensibilità relative alla cute. Fra queste le più significative includono: anafilassi, cellulite, flebite, e anticorpi neutralizzanti. Le frequenze di questi eventi ricadono nelle categorie "non comune" e "raro".

    Tabella delle reazioni avverse

    Nel corso di studi clinici in aperto non controllati condotti con BeneFIX in PTPs, sono state riportate 113 reazioni avverse in 25/65 (38,5%) soggetti che hanno ricevuto un totale di 7573 infusioni. Le reazioni avverse, stimate sulla base del numero di infusioni, sono state classificate come: comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100) o raro (≥1/10.000, <1/1.000). Le reazioni avverse provenienti dall’esperienza di studi clinici e dall’esperienza post marketing sono riportate qui di seguito mediante classificazione per sistemi e organi e per frequenza. All’interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

    Disturbi del sistema immunitario

    Non comune: Sviluppo di anticorpi neutralizzanti (inibizione del fattore IX)*

    Raro: Reazioni allergiche che possono includere anafilassi*, broncospasmo/distress respiratorio (dispnea), ipotensione, angioedema, tachicardia, costrizione toracica, orticaria, eruzione cutanea, sensazione di bruciore, brividi, parestesie, formicolio, rossore, letargia, irrequietezza, tosse secca/starnuti, visione offuscata, laringospasmo, sibilo

    Patologie del sistema nervoso

    Non comune: Capogiro, cefalea, disgeusia

    Raro: Tremore, sonnolenza

    Patologie gastrointestinali

    Non comune: Nausea

    Raro: Vomito

    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

    Non comune: Cellulite, flebite, reazioni al sito di iniezione (inclusi senso di bruciore e sensazione urticante in sede di infusione), fastidio in sede di iniezione

    Raro: Piressia

    * Vedere le ulteriori informazioni in seguito riportate.

    Descrizione di alcune reazioni avverse selezionate

    Ipersensibilità / reazioni allergiche

    Ipersensibilità o reazioni allergiche sono state raramente osservate in pazienti trattati con prodotti a base di fattore IX, incluso BeneFIX. In alcuni casi, queste reazioni sono sfociate in gravi anafilassi. Reazioni allergiche sono state osservate in stretta associazione temporale con lo sviluppo di inibitori del fattore IX (vedere anche paragrafo 4.4).

    L’eziologia delle reazioni allergiche verso BeneFIX non è stata ancora chiarita. Tali reazioni sono potenzialmente a rischio per la vita. Se insorge una reazione allergica/anafilattica, la somministrazione di BeneFIX deve essere immediatamente interrotta. In caso di reazioni allergiche gravi, è necessario prendere in considerazione misure emostatiche alternative. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla gravità dell’effetto collaterale (vedere anche paragrafo 4.4). In conseguenza del processo produttivo, BeneFIX contiene tracce di proteine di criceto. Possono insorgere risposte da ipersensibilità.

    Sviluppo di inibitori

    I pazienti affetti da emofilia B possono sviluppare anticorpi neutralizzanti (inibitori) verso il fattore IX. In questo caso la condizione può manifestarsi sotto forma di risposta clinica insufficiente, per la quale si raccomanda di rivolgersi a un centro emofilia specializzato. Un inibitore a basso titolo, clinicamente rilevante, venne rilevato in 1 dei 65 pazienti trattati con BeneFIX (ivi inclusi 9 pazienti partecipanti soltanto allo studio chirurgico), che avevano in precedenza ricevuto prodotti derivati da plasma. Questo paziente fu in grado di continuare il trattamento con BeneFIX senza rialzo anamnestico del titolo dell’inibitore o anafilassi.

    Casi di sindrome nefrotica sono stati riportati a seguito di dosi elevate di fattore IX derivato dal plasma per indurre immunotolleranza in patienti affetti da emofilia B con inibitori verso il fattore IX e anamnesi di reazioni allergiche.

    Infarto renale

    In uno studio clinico, a distanza di dodici giorni da una dose di BeneFIX per un episodio emorragico, un paziente positivo per l’anticorpo dell’epatite C ha sviluppato un infarto renale. Il rapporto temporale fra l’infarto e la somministrazione di BeneFIX è incerto. Il paziente ha continuato il trattamento con BeneFIX.

    Eventi trombotici

    Sono stati segnalati casi post–marketing di eventi trombotici, tra i quali la sindrome della vena cava superiore (VCS) rischiosa per la vita in neonati gravemente malati, mentre ricevevano BeneFIX per infusione continua attraverso un catetere venoso centrale. Sono stati segnalati anche casi di tromboflebiti periferiche e trombosi venose profonde; nella maggior parte di questi casi BeneFIX era somministrato per infusione continua, che non è un metodo di somministrazione approvato (vedere anche paragrafi 4.2 e 4.4).

    Risposta terapeutica inadeguata ed inadeguato recupero di fattore IX

    Sono stati segnalati risposta terapeutica inadeguata ed inadeguato recupero di fattore IX durante l’uso post–marketing di BeneFIX (vedere anche paragrafo 4.2).

    Se dovesse verificarsi una qualsiasi reazione avversa che si ritenga possa essere correlata alla somministrazione di BeneFIX, la velocità di infusione deve essere ridotta o l’infusione interrotta.

    Popolazione pediatrica

    Le reazioni allergiche si possono manifestare più frequentemente nei bambini che negli adulti.

    I dati a disposizione sono insufficienti per fornire informazioni sull’incidenza dell’inibitore nei pazienti mai trattati in precedenza (PUPs) (vedere anche il paragrafo 5.1).

    Segnalazione delle reazioni avverse sospette

    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

    Eccipienti

    Polvere

    Saccarosio

    Glicina

    L–Istidina

    Polisorbato 80

    Solvente

    Soluzione di cloruro di sodio

    Conservazione

    Conservare a temperatura inferiore a 30°C. Non congelare.