Proglicem (Msd italia srl)

Capsule rigide 100cps 100mg

Principio attivo:Diazossido
Gruppo terapeutico:Tutti gli altri prodotti terapeutici
Tipo di farmaco:Farmaco etico
Rimborsabilità:A
Ricetta:Rrl - limitativa ripetibile
GlucosioNon presente
GlutinePresente
LattosioNon presente



FOGLIETTO ILLUSTRATIVO
Indicazioni terapeutiche
  • ipoglicemia
  • neoplasie
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    Posologia

    Lo schema posologico va stabilito secondo le necessità cliniche e la risposta del singolo paziente.

    È essenziale la regolare determinazione della glicemia nei primi giorni di trattamento.

    Adulti e ragazzi

    La dose media giornaliera è di 3-8 mg/kg da somministrare frazionati in 2-3 dosi uguali.

    Una dose iniziale di 3 mg/kg/die, frazionata in due o tre somministrazioni nelle 24 ore, fornirà la risposta del paziente al farmaco. Si potrà poi aumentare tale dose in modo che i sintomi e la glicemia rispondano in modo soddisfacente. Nei pazienti affetti da tumori insulari benigni o maligni che producono grandi quantità di insulina sono state eccezionalmente impiegate dosi fino a 1000 mg il  giorno.

    Bambini e neonati

    Nei bambini affetti da ipoglicemia leucino-sensibile viene suggerita una dose media di 8-15 mg/kg/die frazionata in due o tre dosi, iniziando da 8 mg/kg/die.

    Pratico si è dimostrato il seguente schema posologico ricavato dalle posologie descritte nei lavori clinici sinora apparsi.

    INDICAZIONI ADULTI BAMBINI E RAGAZZI
    Ipoglicemia leucino sensibile --- 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die)
    Ipoglicemia idiopatica dell’infanzia --- 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die)
    Tumore insulare 2,5-15 mg/kg/die (sino a 1000 mg/die) 5-60 mg/kg/die (sino a 600 mg/die)
    Neoplasie extrapancreatiche 2,5-10 mg/kg/die (sino a 600 mg/die) 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die)
    Tesaurismosi glicogenica --- 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die)
    Ipoglicemia ad etiologia sconosciuta 2,5-10 mg/kg/die (sino a 600 mg/die) 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die)
    Ipoglicemia post-gastrectomia 2,5-5 mg/kg/die (sino a 300 mg/die) ---

    PROGLICEM dovrebbe, per quanto possibile, essere somministrato dopo i pasti.

    Si deve tener presente che le formule comuni per ottenere i dosaggi pediatrici non sono applicabili al diazossido orale.

    La durata del trattamento con PROGLICEM varia in base all’indicazione. Nel caso di tumori maligni che provocano ipoglicemia il trattamento può durare indefinitamente. L’ipoglicemia dei bambini e dei ragazzi può regredire spontaneamente, per quanto non possa essere predetta l’età in cui ciò avverrà.

    È utile il ricovero ad intervalli regolari di questi pazienti per cercare di ridurre la dose di diazossido e per tentare di rendere più agevole la terapia, cosa che deve essere naturalmente attuata sotto stretto controllo medico.

    In caso di mancata risposta terapeutica entro 2-3 settimane il farmaco deve essere sospeso.

    Controindicazioni
  • gravidanza
  • allattamento
  • neonato
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    Interazioni
  • cumarina
  • anticoagulanti
  • tiazidici
  • diuretici
  • antiipertensivo
  • difenilidantoina
  • anticonvulsivante
  • insulina
  • tolbutamide
  • alfa-bloccanti
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    Avvertenze

    I pazienti trattati con PROGLICEM devono essere mantenuti sotto stretto controllo clinico.

    Nei casi in cui è indicata la terapia continua con PROGLICEM capsule si devono eseguire regolarmente gli esami ematologici onde poter escludere alterazioni del quadro leucocitario e delle piastrine, oltre al controllo periodico della glicemia, della glicosuria e della chetonuria. Occorre tener presente gli effetti del diazossido sul sistema emopoietico e sui livelli sierici di acido urico.

    La proprietà antidiuretica del diazossido può comportare una significativa ritenzione dei fluidi, che nei pazienti con compromessa riserva cardiaca può sfociare in una insufficienza cardiaca congestizia.

    Sono stati riferiti ketoacidosi e coma iperosmolare non chetonico in pazienti trattati con dosi raccomandate di PROGLICEM nel corso di patologie concomitanti. Una diagnosi ed un trattamento tempestivi sono essenziali.

    In un lattante si è verificata cataratta transitoria unitamente a coma iperosmolare, cessati con la correzione dell’iperosmolarità.

    Non sono disponibili specifiche informazioni sull’uso del diazossido negli anziani.

    Nei bambini si deve inoltre procedere alla valutazione della crescita e dello sviluppo osseo e psichico. La ritenzione dei liquidi risponde bene, in genere, all’uso contemporaneo di un diuretico benzotiodiazinico orale: poichè i diuretici potenziano l’azione iperglicemizzante del diazossido, in questi pazienti si deve attuare una riduzione proporzionale della dose di PROGLICEM.

    Raramente l’ipopotassiemia rappresenta un problema, anche se il diazossido viene associato ad un diuretico tiazidico.

    Le prove sugli animali fanno ritenere che la deplezione potassica possa ridurre l’effetto iperglicemizzante.

    Nei pazienti con insufficienza renale si ha un allungamento della emivita plasmatica del farmaco e la necessità di ridurre opportunamente il dosaggio. In tali pazienti è richiesto anche il controllo degli elettroliti sierici.

    Il medicinale contiene lattosio non è quindi adatto per i soggetti con deficit di lattasi, galattosemia o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio.

    Gravidanza

    Vedi paragrafo 4.3 Controindicazioni.

    Non vi sono dati riguardanti il passaggio del diazossido nel latte materno. Poiché molti farmaci sono escreti nel latte materno e data la possibilità di eventi avversi del diazossido nei lattanti, occorre valutare se sospendere l’allattamento o cessare il farmaco, tenendo in considerazione l’importanza del farmaco per la madre.

    Effetti Collaterali

    Frequenti e gravi: ritenzione idrosodica, che  in genere risponde al trattamento diuretico, è il più frequente nei bambini piccoli e negli adulti, e può sfociare in una insufficienza cardiaca congestizia nei pazienti con compromessa riserva cardiaca.

    Non frequenti ma gravi: chetoacidosi diabetica e coma non  chetonico iperosmolare possono instaurarsi molto rapidamente.

    Altri effetti collaterali frequenti: ipertricosi, specie nei bambini e nelle donne, che si manifesta sotto forma di peli lanuginosi alla parte superiore del viso, alla schiena e agli arti, talvolta non accettabile cosmeticamente, e che, di norma, regredisce dopo sospensione del farmaco. La comparsa di ipertricosi non dovrebbe indurre a sospendere la terapia quando i benefici effetti del farmaco assumono importanza vitale.

    Disturbi gastrointestinali: anoressia, nausea, vomito, dolori addominali, ileo, diarrea, perdita transitoria del senso del gusto.

    Disturbi cardiovascolari: tachicardia, palpitazioni ed ipotensione, che può aumentare con la concomitante somministrazione di diuretici tiazidici. Ipertensione transitoria. Raramente è stato riportato dolore toracico.

    Iperuricemia di solito asintomatica.

    Disturbi ematologici: eosinofilia, riduzione dell’emoglobina/ematrocrito, sanguinamento eccessivo, diminuzione delle IgG, trombocitopenia con o senza porpora che in genere richiede la interruzione della terapia. Neutropenia, di solito transitoria.

    Alterazioni epatorenali: aumento della SGOT, fosfatasi alcalina e dell’azotemia, diminuzione della clearance della creatinina, sindrome nefrotica reversibile, diminuzione della minzione, ematuria, albuminuria.

    Alterazioni neurologiche: ansia, vertigini, insonnia, polinevrite, parestesia, prurito, sintomi extrapiramidali, cefalea, debolezza e malessere. Sonnolenza.

    Disturbi oftalmologici: cataratta transitoria, emorragia subcongiuntivale, scotoma ad anello, turbe del visus, diplopia, lacrimazione,

    Disturbi scheletrici e cutanei: candidosi cutanea, rash cutaneo, herpes, invecchiamento delle ossa, caduta dei capelli

    Disturbi sistemici: febbre, linfoadenopatia.

    Iperglicemia e glicosuria che richiedono la riduzione del dosaggio, onde evitare il progressivo instaurarsi di diabete chetoacidosico e coma iperosmolare (vedi anche sovradosaggio).

    Altri: gotta, pancreatine acuta, necrosi pancreatica, galattorrea, ingrossamento di noduli al seno, ginecomastia.

    Sono stati riferiti occasionalmente anche i seguenti effetti collaterali, sebbene lo stato del paziente abbia talvolta reso difficile stabilire quale effetto collaterale sia veramente ascrivibile al farmaco: reazioni dermatologiche (esantema da medicamenti, fotosensibilizzazione), osteodistrofia, cardiomegalia.

    Eccipienti

    Magnesio stearato, lattosio.

    Nella capsula opercolata per Proglicem 100 mg: E 171, E 172, E 132, gelatina, acqua depurata.

    Nella capsula opercolata per Proglicem 25 mg: gelatina, acqua depurata.

    Conservazione

    PROGLICEM 25 mg: conservare a temperatura non superiore ai 25°C.

    PROGLICEM 100 mg: conservare a temperatura non superiore a 30°C